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La Battaglia di Tannenberg

Al termine di una lenta e complessa mobilitazione, le armate zariste, al fine di alleggerire la pressione sul fronte occidentale, organizzarono un’offensiva in Prussia che obbligò il prudente comandante tedesco von Prittwitz, a ripiegare sulla Vistola.

L’atteggiamento remissivo mostrato, fu fatale al comandante, che venne rimosso dal suo incarico, sostituito da un duo, quello composto da Hindenburg e Ludendorff, destinato ad incidere profondamente sulle sorti del Reich, grazie alla straripante vittoria che le truppe tedesche, da loro guidate, ottennero, tra il 26 e il 30 agosto 1914, a Tannemberg, mettendo in pratica un piano ideato dallo stato maggiore dello stesso von Prittwitz, mirante ad accerchiare e distruggere la II armata russa, inducendola ad avanzare; la tattica scelta diede, in effetti, immediatamente, il risultato sperato: dopo una rapida avanzata nel cuore del territorio nemico, il generale Samsonov, comandante della II armata, si rese conto di essere accerchiato dai tedeschi, senza possibilità di scampo; per i russi fu un disastro, mentre Samsonov, sconvolto dall’ annientamento delle sue truppe, decise di togliersi la vita.

Tannenberg rappresentò il trampolino di lancio per la prestigiosa e fulminea carriera di Hindenburg e Ludendorff, che, qualche giorno dopo, nella zona dei laghi Masuri, sarebbero riusciti ad ottenere un altro impressionante trionfo, contro le sempre più malandate armate dello zar Nicola II.