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La Battaglia di Caporetto

Il 24 ottobre 1917, gli austro-tedeschi, forti dei rinforzi proveniente da un fronte orientale dissolto dalla rivoluzione russa, attaccarono, pesantemente, le linee italiane, nella zona tra la I e la II armata; le 37 divisioni comandate da von Below, forti dei reparti scelti dell’esercito tedesco, riuscirono a sfondare il fronte, nella zona di Caporetto e a dilagare nelle retrovie, tagliando, alle spalle, dopo il cedimento di schianto delle truppe di Cadorna, la ritirata nemica; per l’esercito italiano fu il disastro: l’intero Friuli occupato, 12.000 morti, 31.000 feriti, 300.000 prigionieri, intere divisioni dissolte ed un numero impressionante di armamenti caduti in mano austriaca; la tragedia di Caporetto si tramutò in una disordinata e drammatica ritirata di circa 300.000 sbandati, completamente inebetiti ed incapaci di reagire alla straripante avanzata nemica.

Le tragiche giornate di ottobre, sconvolsero una nazione incredula di fronte ai fatti, di fronte ad un esercito che pareva sull’orlo della disintegrazione, ma fu proprio in quel momento che emerse la volontà del popolo italiano di resistere e di combattere l’invasore.

Sostituito l’inefficiente Cadorna con Diaz, il nostro esercito, sostenuto moralmente dai nuovi vertici militari e potenziato negli armamenti dagli alleati, riuscì miracolosamente, sul Piave, a fermare il nemico e a conquistare, successivamente, la vittoria, nella battaglia di Vittorio Veneto.