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Storia della Scuola Militare Alpina di Aosta
Prefazione

Questo volume è dedicato a tutti coloro che si sono sempre, non importa se direttamente oppure indirettamente, interessati alla montagna, alle sue scalate e conquiste, ai suoi sport: a coloro cioè che sono in grado di comprendere quanto sia pericolosa ed entusiasmante la conquista di una vetta; a quegli animi intrepidi che osano sfidarne i pericoli, il più delle volte causati anche dai repentini sbalzi atmosferici; agli uomini che a scapito della propria incolumità affrontano disagi al di sopra di ogni sopportazione umana pur di prestare soccorso a che, e per inesperienza e per negligenza, sia venuto a trovarsi in pericolo di vita sui perenni ghiacciai, o appeso ad una corda su di una vertiginosa parete.

Soprattutto è stato redatto per gli idealisti, per coloro cioè che osano affrontare rischi e fatiche per superare difficoltà estreme e saggiare le proprie risorse fisiche e segnatamente morali.

Essenzialmente per quegli uomini che, volenti o nolenti, in nome della Patria, sono chiamati periodicamente a servirla: gli ALPINI. Ed è per loro, per la loro storia, per i loro atti eroici ed al fine di rendere immortale il ricordo delle gesta più significative di questi soldati che è stato scritto.

Nomi, dati, fatti, che non trovo giusto siano stipati in alcune cartelli recanti come titolo "MEMORIE STORICHE DELLA SCUOLA MILITARE ALPINA DI AOSTA" ma che ritengo doveroso portare alla conoscenza di tutti.

Ho voluto rendere omaggio, innanzitutto, ai Caduti nell'adempimento del proprio dovere, di cittadini prima e di soldati poi, e a tutti coloro che, con la loro tenacia ed intelligenza, hanno fatto sì che la Scuola acquisisse quella rinomanza mondiale che la contraddistingue da tutte le altre consimili. Ciò si è verificato grazie al fervore ed alla forza di volontà di chi aveva le capacità di insegnare tutti i segreti, che la montagna nasconde ai profani, e di chi ha avuto la costanza di assimilarne i dati tecnici, teorici e pratici e di arricchirli a sua volta, al fine di rendere meno pericolose e mortali le ascensioni, mettendo a frutto operazioni e metodi sino ad allora sconosciuti.

Per tutti questi motivi io oggi presento al pubblico un'opera che mai nessuno, a causa del difficoltà nel reperimento del materiale, si è sognato di scrivere.

Contrariamente ai metodi usuali, la stesura di questo volume è stata possibile grazie soprattutto alle interviste cortesemente concessemi da tutte quelle persone da me interpellate. Si è trattato di una cosa non facile, perché non sempre erano a portata di mano: ecco dunque, per il buon esito della pubblicazione, una lunga ed estenuante peregrinazione del sottoscritto attraverso varie regioni italiane; una frenetica ricerca di notizie da Torino a Roma, da Milano a Firenze, da Verona a Bolzano, da Aosta a Cervinia, a La-Thuile, a Courmayeur; entusiasticamente ho potuto colmare quelle lacune che, man mano l'opera prendeva forma, si andavano riscontrando.

Non era sufficiente, per ciò che mi ero proposto di creare, riportare dei semplici dati storici, con il risultato di un contenuto troppo sterile e di scarso interesse: ho ricostruito pertanto, in alcuni casi solo approssimativamente in altri in maniera più esauriente e completa, le fasi più salienti ed interessanti di tutte le imprese portate a compimento.

La stesura è stata effettuata utilizzando un criterio ed un metodo assai evoluti, mettendo a frutto quelle cognizioni apprese durante il tirocinio e la frequenza alla Scuola Giornalistica cui devo la mia formazione professionale.

Non credano, i lettori, che gli alpini per la loro potenza fisica siano dei superuomini; essi sono semplicemente degli uomini con i medesimi stati d'animo, patemi, gioie e dolori dei loro simili, anche se esteriormente emanano una forza non comune che deriva loro sia dalla disciplina e dal senso del dovere, sia dalla loro quotidiana lotta contro la natura.

Apprezzando i sistemi di insegnamento e di perfezionamento atletici, lo spirito di Corpo, il romanticismo, l'umanità e l'amicizia che accomunano questi ardito che non conoscono il vocabolo "impossibile" nelle marce verso nuove ed entusiasmanti conquiste, sicuramente non mi limiterò a questa realizzazione ma mi porrò alla ricerca di altre istituzioni militari consimili.

Vada a questo punto un mio pensiero particolare a coloro che, per esigenze di "naja", sono stati chiamati a prestare il servizio militare ad Aosta, ricordando loro che una volta congedati ripenseranno nostalgicamente a questi momenti trascorsi con i propri commilitoni sotto le tende da campo, mentre al suono di una fisarmonica a bocca si intonavano i caratteristici canti alpini e le borracce, contenenti il nettare sacro a Bacco, passavano di mano in mano.

Un grazie particolare, infine, a tutti coloro i quali con la loro assistenza e competenza hanno permesso ed agevolato la stesura di questo volume.

Aldo Moretti